Di Redazione Humanita News
Un curriculum è la tua presentazione su carta: in una pagina, o al massimo due, dice chi sei, cosa sai fare e come contattarti. Non deve essere perfetto: deve essere chiaro e vero. Qui trovi i passi, una cosa alla volta.
1. In alto: chi sei
Scrivi nome e cognome, numero di telefono, email e città. Basta la città: l’indirizzo completo non serve. Usa un’email semplice e seria, con il tuo nome, e controllala spesso. Se hai un numero di telefono che non risponde mai, meglio non metterlo.
2. Una breve presentazione (facoltativa)
Due o tre righe, non di più: che lavoro sai fare, da quanto tempo, cosa ti piace fare bene. Per esempio: «Cuoco con 5 anni di esperienza in cucina di ristorante. Preciso, abituato a lavorare in squadra e in orari serali.» Se non sai cosa scrivere, salta questo punto.
3. Le esperienze di lavoro
Elencale dalla più recente alla più vecchia. Per ognuna scrivi il ruolo, il nome del posto, la città, il periodo (mese e anno) e due o tre cose che facevi. Usa verbi semplici e concreti: «preparavo», «accoglievo i clienti», «guidavo il furgone», «assistevo gli anziani». Se puoi, aggiungi un numero: «servivo circa 60 coperti a sera».
Contano anche i lavori fatti in un altro Paese, i lavori saltuari e il volontariato: sono esperienze vere. Se c’è un periodo senza lavoro, non devi nasconderlo: se vuoi, scrivi in una riga cosa hai fatto in quel tempo (per esempio un corso, la cura della famiglia, un trasloco).
4. Studi e corsi
Scrivi il titolo più alto che hai, la scuola o l’università, la città e l’anno. Se il titolo è stato preso all’estero, scrivi il nome originale e, accanto, una traduzione semplice. Aggiungi i corsi utili che hai fatto (lingua italiana, sicurezza sul lavoro, patente professionale, informatica).
5. Lingue e competenze
Per le lingue scrivi un livello onesto: base, buono, ottimo, oppure i livelli europei (da A1 a C2) se li conosci. Per le competenze scrivi cose che sai fare davvero: «uso di Excel», «patente B», «cucina per collettività», «lavoro in magazzino con carrello elevatore». Non scrivere ciò che non sai fare: al colloquio ti può essere chiesto di dimostrarlo.
6. Cosa non serve
In Italia nessuna legge ti obbliga a scrivere nel curriculum la foto (puoi metterla o no, come preferisci), la data di nascita, lo stato civile, i figli, la religione, le opinioni politiche, la salute. Non dicono se sai lavorare bene. La legge limita anche ciò che un datore di lavoro può chiedere: lo Statuto dei lavoratori (legge 300/1970, art. 8) gli vieta di fare indagini sulle opinioni politiche, religiose e sindacali e sui fatti che non servono a valutare le attitudini professionali; il D.Lgs. 276/2003 (art. 10) vieta alle agenzie per il lavoro di trattare dati su sesso, stato matrimoniale o di famiglia, età, salute e simili, anche con il tuo consenso, salvo quando una caratteristica è un requisito essenziale e determinante per quel lavoro.
Se un annuncio ti chiede dati di questo tipo, puoi chiederti se sono davvero necessari. Se hai un’invalidità o sei iscritto agli elenchi del collocamento mirato, sei tu a decidere se scriverlo, per esempio quando ti interessa un posto riservato. La legge 68/1999 (artt. 1, 2 e 8) riguarda le persone con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dalle commissioni competenti, che si iscrivono agli elenchi del collocamento mirato.
7. La frase sulla privacy
In fondo al curriculum si scrive di solito: «Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003». Non è obbligatoria per legge: l’art. 111-bis del Codice privacy (D.Lgs. 196/2003) dice che, per i curricula inviati spontaneamente, il consenso al trattamento dei dati del curriculum non è dovuto, nei limiti in cui servono a instaurare un rapporto di lavoro (art. 6, paragrafo 1, lettera b, del GDPR). Chi riceve il curriculum deve invece darti l’informativa privacy (art. 13 del GDPR) al primo contatto utile. Scriverla resta comunque un’abitudine diffusa e non fa male. Attenzione ai dati sulla salute (per esempio un’invalidità): sono dati particolari (art. 9 del GDPR) e in quel caso è prudente aggiungere una frase che autorizza in modo esplicito il loro trattamento.
8. Se hai trovato un annuncio che ti interessa
Leggi l’annuncio con calma e sottolinea cosa chiede. Poi guarda il tuo curriculum: ci sono cose che sai fare e che hai scritto con parole diverse? Puoi usare le parole dell’annuncio, ma solo per ciò che sai fare davvero. Se l’annuncio chiede un programma che non conosci, non scriverlo. La scelta dell’annuncio è sempre tua.
9. La lettera di presentazione
Non sempre serve, ma aiuta. Cinque o otto righe: chi sei, per quale lavoro scrivi, che cosa sai fare, quando sei disponibile. Poi un saluto cortese e il tuo nome. Meglio una lettera breve e semplice che una lunga e copiata.
10. Prima di inviare: i controlli finali
- Una pagina, due al massimo.
- Stesso carattere in tutto il documento, grande abbastanza da leggere bene (11 o 12).
- Salvalo in PDF e chiamalo con il tuo nome: «Nome-Cognome-CV.pdf».
- Rileggilo ad alta voce e, se puoi, fallo leggere a una persona di fiducia.
- Controlla che date e nomi siano giusti.
Due strumenti gratuiti per scriverlo
Europass è lo strumento dell’Unione europea: si compilano i campi online, anche senza registrarsi (la registrazione serve solo se vuoi salvare il tuo profilo), e si ottiene il curriculum in PDF, anche in altre lingue. Lo trovi qui, già in italiano: https://europass.europa.eu/it
Lo strumento di Humanita è un’altra possibilità, gratuita e facoltativa: ti guida a scrivere da solo/a il tuo curriculum e una lettera di presentazione, in italiano e per maggiorenni. Se vuoi, puoi anche incollare tu un annuncio che hai scelto per vedere quali parole mancano nel tuo curriculum, e le aggiungi solo se le possiedi davvero. Il curriculum si prepara sul tuo dispositivo: Humanita non lo riceve e non lo conserva. Lo trovi qui: https://humanitaitaly.it/scrivi-il-tuo-curriculum
Humanita non è un servizio di orientamento professionale, né di ricerca e selezione del personale, né di ricollocamento o di intermediazione tra lavoratori e aziende, e non raccoglie curricula.
Guida informativa. Aggiornata a ottobre 2026.
Il servizio in 10 slide
Scorri le slide per vedere come funziona lo strumento gratuito di Humanita, dalla prima pagina al file scaricato.










Fonti consultate (31 ottobre 2026)
- Regolamento UE 2016/679 (GDPR), artt. 6, 9 e 13 (EUR-Lex)
- D.Lgs. 196/2003 (Codice privacy), art. 111-bis (Normattiva)
- Legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), art. 8 (Normattiva)
- D.Lgs. 276/2003, art. 10 (Normattiva)
- Legge 68/1999 (collocamento mirato dei disabili), artt. 1, 2 e 8 (Normattiva)
- Europass, il sito ufficiale dell’Unione europea





