Written by • 1:34 pm• Guide pratiche multilingua • Views: 0

Cittadinanza italiana per matrimonio o per residenza: requisiti, documenti e domanda online

Quale strada scegliere, quali requisiti servono, come si presenta la domanda online e quali errori evitare: i punti che contano di più, in parole semplici.

Illustrazione di copertina Humanita News (grafica originale)

Di Redazione Humanita News

Chi ci scrive per la cittadinanza parte quasi sempre dalla stessa domanda: da dove comincio? Le strade più battute sono due, il matrimonio con una persona italiana e la residenza in Italia per molti anni. Noi di Humanita le abbiamo raccolte in una guida pratica. Qui ne raccontiamo i punti che contano di più.

Scarica la guida in PDF

Matrimonio o residenza: le due strade

Se sei sposato con un cittadino italiano, la strada è l’articolo 5 della legge 91 del 1992. Servono due anni di residenza legale in Italia dopo il matrimonio, oppure tre anni dalle nozze se vivi all’estero. I tempi si dimezzano quando ci sono figli nati o adottati dai coniugi. Il matrimonio deve reggere fino al decreto: niente scioglimento, niente separazione. E se il coniuge muore mentre la pratica è in corso, la domanda non decade (Corte costituzionale, sentenza 195 del 2022).

Per residenza, articolo 9, gli anni dipendono dalla tua situazione: dieci per i cittadini non UE, quattro per i cittadini UE, cinque per rifugiati e apolidi, tre per chi è nato in Italia. Devono essere anni di residenza legale e ininterrotta. Poi c’è il reddito.

Che cosa serve davvero

Per tutte e due le strade servono la conoscenza dell’italiano almeno al livello B1, salvo esoneri (per esempio per chi ha firmato l’accordo di integrazione o ha il permesso UE di lungo periodo), l’assenza di cause ostative, come le condanne per reati gravi, e il contributo di 250 euro.

Sul reddito, che riguarda la residenza, il Ministero dell’Interno riporta come riferimento 8.263,31 euro se sei solo, 11.362,05 euro con il coniuge a carico, più 516,00 euro per ogni figlio a carico. Si guardano gli ultimi tre anni e contano anche i redditi dei familiari che sono nello stesso stato di famiglia. Sono importi di riferimento: prima di presentare la domanda vanno sempre controllati in prefettura.

Poi i documenti. Passaporto e permesso di soggiorno, atto di nascita e certificato penale del Paese di origine con apostille o legalizzazione e traduzione, l’atto di matrimonio rilasciato dal Comune italiano, il certificato di lingua. Qui il tempo pesa: molti certificati valgono sei mesi, e un documento scaduto mentre la pratica è in esame va rifatto.

La domanda online

Si presenta sul portale servizi del Ministero dell’Interno, con SPID o CIE se vivi in Italia. Dopo l’invio ricevi, nell’email con cui ti sei registrato, il numero di protocollo della pratica, che inizia con K10 o K10C. Tienilo da parte: con quello controlli la domanda nel portale e lo scrivi nell’oggetto di ogni comunicazione. Dopo l’invio, infatti, tutto passa per PEC, una domanda per volta, con allegati in PDF, TIFF o JPEG fino a 5 MB ciascuno. Quello che arriva in altro modo non viene preso in considerazione.

La legge dà all’amministrazione 24 mesi per rispondere, prorogabili fino a 36. Se arriva il decreto, bisogna giurare entro sei mesi dalla notifica: il termine è tassativo.

Gli errori più comuni

Il primo è il reddito: contano solo i familiari nello stesso stato di famiglia, e la soglia va raggiunta in tutti e tre gli anni. Il secondo sono i reati che non si conoscono: casellario e carichi pendenti vengono controllati, anche per l’estero, e un rifiuto per cause ostative blocca la domanda per cinque anni. Il terzo, per chi chiede la cittadinanza per residenza, sono i buchi nella residenza continua: serve insieme un titolo di soggiorno valido e l’iscrizione anagrafica, e basta un periodo scoperto per interrompere il conteggio. Prima di presentare la domanda chiedi al Comune il certificato storico di residenza. L’ultimo errore sono i documenti scaduti, che costano tempo e denaro.

Come ti aiutiamo

Noi di Humanita ti aiutiamo con l’orientamento: capiamo con te quale strada fa per te, quali documenti servono e quali scadenze controllare. Le pratiche legali restano ai professionisti abilitati, e se hai dubbi sulla tua situazione è il momento di parlarne con un avvocato. Se la tua pratica è ferma, trovi un’altra guida su questo sito. Per una consulenza scrivi a info@humanitaitaly.it. Questa è una guida informativa: norme e prassi cambiano, quindi verifica sempre con la prefettura competente.

Visited 1 times, 1 visit(s) today
↑
Close