Camminando tra i vicoli di Riolo Terme durante la Fiera dell’Agricoltura, ci si accorge subito che non siamo di fronte a una banale vetrina di prodotti, ma a un vero e proprio rito che unisce l’intera comunità. Questo appuntamento, così come lo viviamo oggi, deve quasi tutto alla lungimiranza di Giorgio Visani. È stato lui, partendo dall’esperienza della sua AG Riolo, a capire che la meccanica agraria non era solo un commercio, ma il motore del cambiamento per tutta la nostra regione. Grazie alla sua passione, quella che era una semplice esposizione è diventata il punto di riferimento che oggi accoglie agricoltori e curiosi da ogni dove. L’idea di Visani, nata decenni fa, era quella di offrire agli agricoltori non solo strumenti di lavoro, ma una visione: portare l’innovazione tecnologica tra i calanchi e le vigne della Valle del Senio. Oggi quel testimone è raccolto dalla Pro Loco e dalle associazioni di categoria, che trasformano il centro storico in un grande museo vivente dove il passato rurale dialoga con la
precisione digitale del futuro.
L’edizione del 2026 ha segnato un punto di svolta per quanto riguarda
l’esposizione meccanica. Non si vedono più solo i trattori tradizionali, ma
macchine che sembrano uscite da un centro di ricerca aerospaziale. Tra gli stand della AG Riolo e degli altri concessionari, i visitatori hanno potuto toccare con mano modelli come il nuovo Fendt 700 Vario Gen7, un gioiello di efficienza, o i possenti John Deere della serie 8R, macchine che integrano sistemi di guida satellitare con scarti d’errore di pochissimi centimetri. Accanto ai trattori da campo aperto, grande curiosità hanno destato i modelli specializzati per i nostri vigneti, come il New Holland T4V o l’Antonio Carraro Tony 8900, perfetto per le
pendenze più ostiche.








