Cercare lavoro è più facile quando i documenti sono in regola e il curriculum è chiaro. Ma da dove si parte? Qui raccontiamo i primi passi, i posti dove cercare e i segnali di un contratto corretto.
Prima di tutto, i documenti
Serve un permesso di soggiorno che permetta di lavorare: per lavoro, per famiglia, per protezione e altri tipi, ma conviene controllare sul proprio. Serve il codice fiscale. E serve un conto corrente o una carta con IBAN, dove ricevere lo stipendio.
Il curriculum
Di solito basta una pagina, al massimo due. In alto vanno nome, telefono, email e città. Le esperienze si elencano dalla più recente: ruolo, azienda, periodo e cosa si faceva. Poi la formazione e le lingue, con un livello onesto: base, buono, ottimo.
La foto è facoltativa. In fondo si scrive: «Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679».
Per scrivere il curriculum c’è Europass, lo strumento gratuito dell’Unione europea: si compilano i campi online e si scarica il CV in PDF, anche in altre lingue. Lo si trova qui: https://europass.europa.eu/it
Dove cercare
Il Centro per l’impiego della propria zona: ci si iscrive con documento, permesso e codice fiscale, e aiuta con colloqui e corsi. Poi il portale SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) del Ministero del Lavoro, aperto dal dicembre 2024 a chiunque cerchi lavoro: ci si registra con SPID o CIE, si carica il curriculum e ci si candida alle offerte. Lo si trova qui: https://siisl.lavoro.gov.it
Ci sono poi le agenzie per il lavoro autorizzate. Per chi cerca lavoro i servizi sono gratuiti: nessuna agenzia seria chiede soldi per trovare un posto. E ci sono gli annunci online e il passaparola della comunità, controllando sempre che l’azienda esista.
Il contratto
Deve essere scritto e indicare data di inizio, mansioni, orario, retribuzione e contratto collettivo applicato. Prima dell’inizio il datore di lavoro comunica l’assunzione agli enti competenti: si chiede una copia della comunicazione. Ogni mese deve arrivare la busta paga, con ferie, malattia e contributi.
Per il lavoro domestico, colf e badanti, esiste un contratto nazionale con regole precise: si chiede. E se qualcosa non è chiaro, non si firma. Si porta il testo a un patronato o a un sindacato.
Segnali di allarme
Attenzione se viene chiesto di restituire parte dello stipendio o di pagare per avere il posto. Se il datore di lavoro tiene con sé i documenti. Se si lavora senza contratto o si viene pagati sempre in contanti senza busta paga.
Chi si riconosce in una di queste situazioni può chiamare gratis il numero verde nazionale antitratta 800 290 290.
Se serve una mano
Noi di Humanita aiutiamo a capire quali documenti servono e a chi rivolgersi. Si scrive a info@humanitaitaly.it o si visita humanitaitaly.it.
Fonti consultate: Ministero del Lavoro (SIISL), Europass (europass.europa.eu), normativa sul collocamento e sui contratti di lavoro, numero verde antitratta. Guida informativa, non sostituisce una consulenza legale. Aggiornata a ottobre 2026.





